Myau:
-Eh si...ci sono delle opere d'arte che ad un certo punto sfuggono al controllo dei propro autori. La loro bellezza supera le capacità e le intenzioni del creatore, acquisiscono delle virtù che l'artista non sapeva di averci messo, e anche i difetti diventano pregi. Silent Hill è una di queste opere. Una volta uscito sul mercato ha tagliato il cordone ombelicale con Toyama ed ha preso vita autonomamente e allo stesso tempo è diventato proprietà collettiva.
-La spiegazione di Harry burattino, non mi convince del tutto (e non ho ben capito se convonce anche te), perchè è un po' semplicistica. Sicuramente questo aspetto c'è, ma c'è molto altro. Come dicevi Harry è colpevole, è responsabile di tutti quelli che uccide a cominciare da Cybil amante-madre-moglie.
-Non capivo la faccenda di Brahms perchè non credevo possibile che fossi veramente tu quello che usava l'ouverture accademica cone sveglia, ma anche non credevo che al giorno d'oggi qualcuno potesse essere stato in collegio!
Comunque Brahms è uno dei compositori più folli e sperimentali della storia.
Non considero la storia di Harry in modo univoco qualunque esso sia, la mia analisi come hai ben notato è al caos; non alle polivalenze, ma all'assenza di ogni valore insita nella razionalizzazione estrema, finale, della catena di montaggio.
Nel caso del cavallo di Troia descrivevo una possibile e diffusa interpretazione proprio per arrivare a definire la "flessibilità" di una realtà sitematicamente irreale. Questo per dirne la barbarie, non l'agilità (caratteristica scimmiesca che ci viene venduta sotto il marchio di "libertà").
La "flessibilità" del corpo sociale ridotto al puro calcolo industriale, è proprio la sua essenza, ciò che gli consente di mantenere nel cuore la rigidità inflessibile del cadavere.
Un corpo sociale inattaccabile, inamovibile perchè già mosso in sè, tanto da schivare e colpire allo stesso tempo ongi categoria, che di fatto esso contiene senza timore di differenze, dato che ogni categoria non è che il frutto meccanico della società.
Perciò la libertà di pensiero non è più possibile, ogni spazio è già copyright, ogni movimento è già anticipato, tutto è perciò messo a tacere nel nome dell'uguaglianza democratica, che ovviamente non esiste, è solo standardizzazione, omologazione.
Ogni fumetto oggi può permettersi di contenere cattiverie contro il Principe, comunque ne sarà sempre un mandato, non esiste più controaltare sociale (il fatto che esista ancora qualcuno che si attarda nell'esercizio della censura non è che una conferma della vanità; non è più dato il censurare l'altro, è un autocensurarsi a vuoto, una periferia dell'ossessione masturbatoria. Berlusconi censura i programmi, come se ogni programma non fosse l'ennesima prova della potenza delle sue televisioni, indipendentemente dal contenuto - il media è il messaggio - e questo in America è già ben compreso, dato che ad ogni TG o talk show si può augurare un cancro al presidente, e i documentari contro il governo vincono l'oscar, facendosi così comprare due volte, in principio e nel fine).
Così ogni sforzo intellettuale è volgare, è penoso, è riflesso della bestialità strutturale, la macchina consente e permea ogni stampa, ogni pellicola, ogni parola.
Perciò l'uscita possibile (impossibile in realtà, ormai tutto è passatempo per fuggire all'idea del tempo che passa) è quella della decostruzione, o del conflitto al centro del caos, al centro del ciclone solitamente tranquillo. Portare tutto il senso prodotto dalla macchina e farlo fragorosamente cadere su se stesso, affogare nella paranoia che ne scaturisce, finalmente liberata. Non per liberarcene a nostra volta, è un alibi, ma proprio per affogare a testa bassa e vaffanculo ai fiorellini di plastica.
Questo messaggio di morte è il cazzotto in bocca che sta sotto a SH. Volenti o nolenti, coscienti o meno, SH è il VG che piove dal cielo di plastica sognato dai ragazzini, non il loro incubo, ma proprio il precipitato del sogno.
Al solito, SH2 torna in pieno ai meccanismi suddetti.
Un'opera di orrore può essere due cose, pensando a una bara se vogliamo: o un'opera di scoperchiamento, o un'opera di chiusura. Il primo caso mette in crisi il sistema, il secondo lo rende più forte. Il primo caso spinge il fruitore a farsi adulto, il secondo a stringere l'orsacchiotto. E queste due categorie non passano mai per la via che dichiarano, è solo attraverso la dissimulazione del contrario, dell'altra via, che si possono realizzare secondo i propri intenti, perchè l'orrore è ribaltamento (succo del pensiero).
Dunque SH, oscurando, scoperchia il morbo. SH2, scandagliando la psiche, non fa che aggiungere un ulteriore coperchio al senso costituito.
Tuttavia si deve sempre ricominciare da capo...
(Brahms è un gigante, e l'overture mi piaceva perchè faceva levitare e diluiva nell'esaltazione l'orrore del risveglio. Era insomma una terapia maniacale, che appunto mi ha portato a una fallace saturazione verso il povero Joa!
Collegio eccome, svizzero addirittura dato che non si sapeva più dove cacciarmi. Non andò comunque bene... Ero un secchione, ma dissidente! Cacciato anche da lì!)
1) Non giudicate dell'uomo se non dopo sentito come pronunzia.
Tommaseo
2) Datemi una citazione e farò di un uomo un criminale.