Analisi di Silent Hill
17/2/2004 13:22
Spoiler di Silent Hill 123, non lo cripto perchè è una pappina tale che nessuno la leggerà.
Domanda di Myau: "Dunque, se ho capito bene preferisci l'approccio di SH1. In effetti, chiunque di noi potrebbe essere Harry Mason, la sua esperienza precedente non è fondamentale. Invece nessuno di noi potrebbe essere James Sunderland perchè è la sua esperienza personale, preconfezionata dagli autori, a dare la forma alla storia oltre che ai luoghi. O no?"
Certo, riconosciuto il meccanismo geniale e discreto con il quale SH2 ti assegna i finali, tutto il resto mi pare scadere, al confronto.
Infatti Harry Mason nella sua non caratterizzazione è nessuno, ma agisce, quindi è tutti.
James Sunderland nella sua caratterizzazione ovvia è tutti e nessuno allo stesso tempo,
quindi è nessuno, e infatti si tratta di un tipico passivo.
Harry non ha colpa in sè perchè tutto in lui è colpa, non dipende da esso alcuna scelta perchè tutto attorno a lui è colpa,
egli partecipa al ciclo della colpa ripetuto all'infinito, sconforta ogni giudizio morale tornando sempre al
principio del giudizio. Mason agisce perchè ha rimosso ma uccide tutti da capo, all'infinito, desidera la morte.
Nel suo incubo uccide tutti (spara a Cybil, abbandona Lisa, uccide Cheryl e Alessa, è il padre che mangia il figlio come un jack in Shining)
uccide se stesso anche, all'inizio e alla fine (BAD), e se la figlia si salva, è solo perchè possa ricominciare l'incubo. La vita è qui il vivaio, la serra ad uso e consumodella morte.
Una visione del nostro mondo niente affatto banale, ma non originale poichè aderente al vero dell'incubo industriale,
perciò non romanticamente lugubre a scopo fuggitivo e accomodante per il fruitore.
James ha colpa ma si vuole intendere che gli eventi lo hanno fortemente provato e condizionato, ha rimosso perchè è ferito,
quindi la sua colpa è giustificata, ma comunque finisca deve scontare o espiare.
Questo è il solito meccanismo perbenista, che come sempre lascia vivere le vittime nel pantano con la scusa della loro irresponsabilità
(contro la quale nulla vogliono potere nè il progresso nè la morale) rendendo per ciò vittime le vittime, però al contempo il
per-bene attende il termine finale, per dare la galera o la morte all'irresponsabile, per scaricarsi dal senso di colpa di
non aver saputo far di meglio, dietro l'alibi dell'efficenza giudiziaria. Quindi povero James ha sbagliato, era un debole
vessato da una tragedia, però meglio giustiziarlo, e come abbiamo visto deve morire: molti si sono trovati soddisfatti del
suo suicidio, "in water", io direi tutt'altro che coraggioso e scomodo, anzi è accomodante, lava le coscienze per garantire
l'indifferenza, la salutare distanza del prodotto dal consumatore perchè esso resti tale, l'inutilità della plastica da cui nasce
il VG si esercita ancora una volta su se stessa, con inutili risultati mascherati da immedesimazione col fruitore, eterno inganno
della plastica.
Al contrario Harry ha colpa di tutto, uccide tutti, e non capisce nulla. E' intrappolato in una dimensione di parallelismi,
vivendo i quali uno alla volta l'enigma non si risolve mai, e tutti assieme formano non la soluzione ma l'insondabile,
non l'enigma ma il Mistero. Una partita a SH porta a una conclusione monca, due partite aggiungono materiale alla soluzione ma
raddoppiano l'enigma, è così che alla fine dei conti vince l'insondabile. Non c'è morale consolatoria, non c'è soluzione.
SH 1 denuncia se stesso e con sè lo spettatore, non assolvendo e non espiando, il labirinto non ha uscita e torna sempre sui propri
passi, tutti sono colpevoli, e non perchè hanno subìto un torto quando erano in fasce, sono colpevoli perchè aderiscono a un
corpo sociale madido di errori, il singolo non si salva né funge da capro espiatorio per gli altri.
...Se fosse il sogno di un morente, significherebbe che Harry non è un eroe maledetto, giustificato nelle proprie atroci azioni
dall'orrore che deve affrontare. Se è tutto un sogno significa che Harry ha generato tutto l'orrore. Perché?
In passato ha sofferto? Non conta perchè il passato è escluso nel ciclo eterno della ripetizione, della compulsione, come nel tempo
fermo della fiaba che il bambino vuole ripetersi all'infinito sempre uguale, ma qui le coordinate si confondono ogni volta, la fiaba
non è più un rifugio possibile... Chi ha sofferto? Tutti hanno sofferto in passato, bando all'alibi!
l'idea più terribile del gioco è proprio che non abbia senso, finale con Harry morto, tutto un incubo,
cosa spaventosa! Perché l'incubo è un implacabile bacino di verità psichiche tragiche, e così si restituisce allo spettatore
l'idea che la storia appartiene alla Fantasia, non a quei determinati personaggi, ma a tutti noi, presi nella rete dei rapporti
quotidiani spesso così impossibili.
Lasciamo poi stare i meccanismi postmoderni, ci vorrebbero decine di pagine (ho uno schema con centinaia di nomi e refernze)...
Se analizzati uno per uno fanno gridare al miracolo, ogni nome di strada, locandina, scritta sul muro, nome di locale,
ha un riferimento con fatti della nostra cultura più o meno popolare ma si specchia nella storia di Harry in una serie di
citazioni che costruiscono tutte assieme una nuova strada, che però è sempre destabilizzata dall'apertura
all'altro, all'esterno, all'estraneo, turbata dalla paranoia del segno e del significato occulto, una delizia per chi volesse
ricercare.
Più tasselli si aggiungono, più la storia prende corpo a sè pur tramite pezzi estranei, più il puzzle è completo, più
ciò che rappresenta è un mistero. Nessun autore ti guida per mano assegnando destini, colpe ed espiazioni. Sei tu, il faro dell'autore
onniscente diventa una torcia nelle tue mani, e questo è l'ideale postmoderno, niente di più aderente a Silent Hill.
Utilizzo postmoderno del VG, come "messa in crisi" non solo della realtà naturale o psichica ma anche della realtà virtuale.
Per liberarsi da significati e morali criminali, atti all'abuso del potere (le solite categorie di bene e male e soggetto oggetto)
nel tentativo di andare oltre, si deve rompere col vecchio gioco. Ad esempio creando paranoia del gioco. Decentrare continuamente
i significati nel tentativo finale di vivere il labirinto senza la legge, senza il formaggio al termine, libero dai termini
posti da altri...
Ed ecco come i personaggi del primo sono ripetuti nei seguiti, ma sempre più svenduti.
E come la loro apparizione nel primo sia sempre emblematica, simbolo sociologico.
1)
Cybil (la Sibilla) la poliziotta è l'Ordine, ma è anche una seduttrice, è il Vuoto (ovvero il richiamo del baratro,
la seduzione femminile, l'eterna ironia) che sta dietro ad ogni Ordine (ordine che è come sempre l'allarme di fronte al baratro,
l'irrigidimento maschile).
La seduzione è memoria di ciò che Cybil era. L'ordine è ciò che è stato fatto di questa memoria dopo il trauma originale.
Quale trauma?
Dopo un finale, nell'introduzione vediamo Cybil prendere il posto della moglie di Harry, al cimitero con la bimba in braccio,
tutto ricomincia in eterno: perciò Cybil è sempre stata la moglie di Harry. Ecco che lo sguardo ambiguo che lei gli getta
all'inizo nel bar prende un senso più forte: lei l'ha riconosciuto, da sempre, e lui da sempre si inganna. Ecco che lei
proprio all'inizio gli suggerisce di badare a chi spara, e di non colpirla per errore. Tutto è già scritto, tutto è già appuntato
nei blocchetti di memorie che Harry lascia in giro... (Ad un tratto Harry desidera proteggere Cybil, nell'Altra Chiesa, dice: vado avanti io. Si può dire così a un vero poliziotto?)
Ma perchè deve ingannarsi? C'è un motivo evidente: lui crede che sua figlia sia Cheryl, dai capelli lisci e mori,
come li aveva sua moglie. Ma Cheryl non è sua figlia, non vuole essere sua figlia, nonostante l'illusione. La moglie mora non esiste.
La moglie reale torna, ma investita di nuovi ruoli protettivi, così da capovolgere la situazione insopportabile
di protettore fallito in cui Harry cade dopo la morte della moglie.
Lascio ad altri momenti le implicazioni sociologiche, psicologiche, antropologiche e semiologiche di questo rapporto (ce n'è una valanga).
Solo più tardi Harry ci/si ricorda di avere adottato la ragazza, e proprio nel momento in cui si confronta con Cybil,
ma solo se non la uccide se ne ricorda davvero. Se Cybil muore, tutto resta irrisolto. Questo è portentoso, un meccanismo inarrestabile di
logoramanto dell'identità e della coscienza fattosi prodotto di consumo e svago! Un attacco al nemico disumanizzante nel suo stesso campo,
anzi tramite le sue stesse braccia.
Scoperto il rapporto Harry/Cybil, la storia di Mary/Maria risulta ridondante e sminuita al contempo. La figura della seduttrice Maria
che rappresenta la moglie Mary che viene uccisa a tutto spiano da un mostro, è la ridondanza romantica
della perfetta schematizzazione sociologica data nel rapporto tra Cybil e Harry, con la differenza, tra le altre, che Harry liquida
direttamente con le proprie mani il simulacro della moglie "vestita" da poliziotta,
e non ci si salva la coscienza tra le varie metafore di cui gode invece James...
2)
Il dr. Kaufmann (trafficante in tedesco), un primario di ospedale trafficante di droga, invischiato con l'occulto
per scopi di potere, privo di fede, è un'altra chiave di volta sociologica. Può intervenire sulle sorti della vicenda,
ma anche lui solo in termini distruttivi. E' la scienza dell antivita, la scienza industriale dell'antibiotico.
Il detentore ufficializzato dello stupefacente. I suoi rapporti con la trascendenza sono esclusivamente ricattatori, e non appena la trascendenza fa per manifestarsi, egli agisce per
sopprimerla, nel proprio interesse.
Eddie è un'ombra di Kaufmann, un ciccione armato, ma giustificato dalla psicosi, e subisce la morte per mano di
James con la stessa procedura del primo, quando Harry uccide Cybil. Un pasticcio ad effetto utilizzato senza inventare
ma per consolidare il messaggio: anche tu sei colpevole come me, dunque anche tu sei vittima innocente di un sopruso,
dunque anche tu: crepa ma sappi che non è colpa tua (ovvero non è colpa di nessuno, dunque infine nemmeno della società
che per l'ennesima volta se na lava le mani)
Il rapporto tra i due "preti" del 3 poi è un riciclaggio penoso, lui è come Kaufmann un invischiato
interessato solo ai soldi ma in seno alla chiesa, un rettore di chiese anzichè di ospedali,
e lei è una Dahlia addolcita da un'infanzia dolorosa, via di fuga dalla colpa per l'ennesima volta.
3)
Cheryl è l'innocente che fugge, ma anche la causa dell'orrore. L'eterno fanciullo è demolito, il padre vuole ritrovarlo
ma solo per ucciderlo... (qui mi ci vorrebbero venti pagine, taglio tutto)
3)
Lisa Garland è la figura assistenziale, che frena Harry dal proseguire, ma, a differenza di Maria, non è un male tentatore,
non è una sciattona peccaminosa, è un'ombra di affetto, non il desiderio di mutare questo affetto in porcheria, ma proprio
il desiderio di ritrovare una dolcezza laddove tutto è imbestialito. E il fatto che questa dolcezza si sciolga in sangue è
molto più terribile e molto meno moraleggiante di Maria la puttana uccisa dai giustizieri.
3)Dahlia Gilespie (Ellroy street è dietro l'angolo, Ellroy ha scritto the Black Dahlia, ma anche Suicide Hill, e Gillespie era
casualmente anche il jazzista Dizzie, che significa "preso dalle vertigini", giusto come dev'essere chi pratica la Giromanzia,
l'arte divinatoria di ruotare attorno a un segno per svenire indicando direzioni profetiche con il corpo, come dice di fare Dahlia appunto)
La Religione. Un ricongiungimento con il trascendente tramite l'oblio, tramite il delirio di eternità... Insomma un pessimo
ritratto della religione che però aderisce ai meccanismi della nostra religione ufficiale. La messa in scena del satanismo in SH
è cosciente di quanto questa pratica sia parodia del cristianesimo, dunque è una denuncia al cristianesimo come forma di pensiero
che da un lato costituisce l'inevitabile nei cieli, così perpetrando il male nel mondo come inevitabile frutto di un qualche peccato
originale. Questo è un perno fondamentale nel senso di SH.
Nel seguito Dahlia scompare come carattere, torna come Claudia nel 3, con giustificazione però di infanzia ferita, cos' che sia più
buono il personaggio, e la sua religone in fondo è un sogno innocente e positivo fallito solo perchè il soggetto è
stato maltrattato. No, non è così in SH1, in SH1 la religione è la diretta responsabile, e non esiste una religione buone
da traviare.
Inoltre il continuo assegnare ai personaggi un alibi, le ferite del passato, per Angela violentata dal padre, per Eddie vittima della diversità,
per Claudia ancora la violenza del padre (che due palle), è il solito meccanismo accontenta-teenagers che dà loro
un mostro omicida in cui identificarsi per sfogare le nevrosi dell'età, giustificandolo però appunto
come vittima a sua volta così che ci si senta alleggeriti dalla propria violenza.
Meccanismo osceno perchè da una parte mantiene l'impotente nella sua impotenza, sfoga le sue
piccole voglie di morte immediate e non gli offre una crisi da superare, così che l'impotente resti più a lungo tale,
ovvero ottimo consumista, mentre dall'altro lato si riserva di torturarlo e denunciarlo e punirlo, ma solo alla fine, tenendolo quindi in un'eterna
condizione di terrore e sudditanza vita natural durante. Questo in SH1 è denunciato. Nei seguiti è assunto a metodo, non per strana sorte, ma
perchè è il metodo di ogni operazione commerciale, di cui SH1 era l'incubo.
I momenti che in SH erano legati da un filo rosso, nei seguiti diventano giochini. L'ascensore nel primo ha un senso totale,
il quarto piano che compare all'improvviso, in Giappone il numero 4 negli edifici è spesso tabù, perchè è la stessa sillaba
che significa morte! Nel secondo l'ascensore diveta un quiz demenziale per aprire un bonus,
nel terzo c'è la casa delgi orrori, che vuole essere a tutti i costi stracult! e poi questi telefoni che suonano a vanvera...
tutti gli effetti sono presi dal primo, mai rinnovati, sempre sviliti appunto nell'effetto gratuito.
I temi sessuali calcati nel 2, (coltellone assurdo, che finesse) sono solo ripetizione dell'ambiguità che si creava
tra Harry Laura e Cybil, qui sparata in uno show del macabro che si concentra sul gioco particolare delle psicologie
e perde di vista il senso sociologico più ampio.
Ripeto, la grandezza di SH1 è che mette ogni dimensione umana in gioco, spiritualmente e psicologicamente, e il verdetto: sconfitta!
La psiche crolla, il culto fallisce, la scienza non salva nemmeno se stessa, né l'ordine né l'arte possono reagire, nemmeno l'innocente
inteso come "chiave" funziona. Che differenza c'è tra Dahlia che brucia Alessa e Harry che le spara? Qual è il fine dell'omicidio?
Nulla è giusto, crederci o meno non conta, nulla può essere creduto fino in fondo perchè le
conseguenze del credere sono sempre distruttive. Alla faccia del giochino, un attacco al potere spietato e senza appello.
Semplicemente troppo, un gioco di vita che può essere scandagliato per anni, pessima mossa per chi deve vendere un nuovo titolo ogni sei mesi!
Ecco perchè ormai SH non significa più niente, è diventato un prodotto perfettamente commerciale.
In sostanza:
SH2
James Sunderland: una variazione sul tema della colpa di Harry Mason, ma con scappatoia di redenzione, e giustificazione di "pietà" per "debolezza"
Mary shepherd Sunderland: un oggetto crudo usato per fare leva sull'orrore degli affetti, ricalcato sulla figura di Alessa, che era ben più vittima
del complotto sociale, anzichè di una malattia inevitabile.
Maria: la seduzione astratta dal corpo, sunto laido di Cybil e Lisa.
Laura: insopportabile buona coscienza di scorta, pedante versione di Cheryl.
Angela Orosco: colei che vede mostri come fossero umani (Lisa) deve gestire la propria schizofrenia nei confronti della morte del padre (come Harry con la figlia e la moglie)
Eddie Dombrowski: colui che vede gli umani come fossero mostri, variazione sull'esperienza di Harry mischiata con Kaufmann (e copia della scena tra Harry e Cybil)
RAPPORTI:
James/Maria/Mary/Laura: riciclaggio del rapporto harry/lisa/cybil/cheryl, con stesse morti ad effetto prese dalla scena indimenticabile di Lisa,
stesso circuito di colpe sdoppiamenti e pena di morte, ma ancora una volta con scappatoia moralistica /
Eddia/Angela: due aggiunte che si masturbano sul tema dell'omicidio senza colpa e della colpa senza omicidio,
come già accadeva ad Harry nei confronti della figlia e della moglie, e ancora una volta...
SH3
Quel poco che resta...
Claudia/Vincent: stesso rapporto Kaufmann / Dahlia, ma ridotto a chiacchiere , mentre i primi due si incontravano e incidevano sul gioco con significati ricchi e articolati
Investigatore: simpatico imbecille da menare in giro in mutande, sa più di quel che non sembra, Cybil clone senza un perchè.
Ed ecco come i vari personaggi del primo rimettono in gioco ogni possibile interpretazione particolare,
consegnando il tutto a motivi universali:
Harry Mason:
(Perry Mason, Charles Manson, )
Sogno di un padre inadeguato, schizofrenia, quando tutto cade a pezzi non resta che uccidere.
Cheryl Mason:
Un campo di energia che può essere creato dall'incubo per proiettarsi nella realtà, fenomeno fisico e non magico.
La forza della sofferenza di Cheryl trasfigura il mondo verso stadi sempre più irraggiungibili e distruttivi.
Alessa Gillespie:
La metà oscura, la generatrice di mostri, l'altro da sé che ci identifica.
Un mondo creato da una bambina forzata alla fusione con Satana, oppressa da deliri religiosi che soffocano l'affetto umano.
Dahlia Gillespie:
Congiuratrice e vittima di un'essere divino fallace e rovinoso, nient'altro che un fenomeno paranormale incontrollabile.
Michael Kaufmann:
La droga genera allucinazioni, i cultisti la assumono per poter creare le proprie visioni o la fanno assumere per indurre visioni negli estranei affinchè cadano nelle spire del culto
Il dottore possiede lo strumento per generare la visione (White Claudia) e quello per interromperla (Agalophotys).
Lisa Garland:
La droga è droga, lei ne è una vittima, vittima delle sue visioni. Non c'è nessun culto, nessun personaggio attorno,
tutto si disfa nelle tenebre, tutta la realtà creduta tale si dissolve assieme a noi che la rappresentavamo.
Cybil Bennett:
L'Ordine che si configura in presenza dell'incomprensibile, della colpa senza uscita.
Tutte queste caratteristiche sono diversi punti di vista in cui il giocatore deve mettersi se vuole sfidare fino
in fondo SH.
Il fatto che sia tutta una visione, che Harry sia pazzo e i mostri che uccide siano forse persone normali
che lui vede come mostri, nei seguiti torna come frutto di un maleficio, di un demone
che ha invaso la città. Il demone nell'uno è molto meno evidente, Samael non esiste, è un'invenzione di Dahlia,
e Alessa crea un dio fallace (se si arriva all'incontro con dio senza munizioni, questi muore addirittura da sè).
Insomma siamo all'uomo per l'uomo, via le metafore quando servono a spostare la colpa sulla metafora stessa come fosse
oggetto estraneo al soggetto stesso di cui è metafora... SH1 è un ammazzaparrocchie!
(ho lasciato da parte molto materiale, analisi specifiche scena per scena in rapporto ai nomi dati ai luoghi, dalle vie alla scuola all'ospedale.
Ho tralasciato ogni analisi delle simbologie magiche e religiose, che sarebbe utilissima ma lunga almeno cinquanta pagine... sto ancora traccogliendo materiale o
ordinandolo, spero che questi appunti non risultino troppo frammentati.
Esempi brevi: Scarecrow - Lion- Woodman - per entrare nel mondo "nuovo" dell'eclissi. Sono le tre chiavi nominate secondo il Mago di Oz. La chiave della casa è nella cuccia di una cane: Toto lo ricordate?
Anche oz era solo un brutto sogno. Ma mi fermo perchè tutto combacia e ci vorrebbero ore a rimettere assieme il discorso)
E un esempio di come le sorti siano articolate incredibilmente bene:
Se si evita la stazione di polizia, verso la fine il libro sulla white claudia non dà informazioni.
Se si manca la parte di Kaufmann, ancora meno cose si scoprono.
Se si uccide Cybil, manca la confessione circa l'adozione.
Ma quale gioco mai ti prende tanto per il coppino e ti costringe a capire o non capire niente?
Finiamo con la frase introduttiva, la più letterata del mondo dei VG:
Fear of blood tend to create fear for the flesh, un invito a riflettere a lungo su ciò che desideriamo e ciò che crediamo di desiderare!
[Modificato da System Shocko il 17/2/2004 18:34]
1) Non giudicate dell'uomo se non dopo sentito come pronunzia.
Tommaseo
2) Datemi una citazione e farò di un uomo un criminale.